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ALESSIO Felice, Gli atti e la leggenda di San Marziano, XVII/1908,pp. 3-12.
Il saggio confronta gli Acta del martirio dei SS. Secondo e Marziano con la leggenda di S. Marziano, confutando le conclusioni in proposito del Savio e argomentando che la leggenda dipende dagli atti.
SANT’AMBROGIO Diego, Monumenti dei Botta in Tortona, XVIl/1908, pp. 13-33.
Si illustra una lapide apposta nel 1785 in cattedrale che ricorda il vescovo di Tortona Giacomo Botta, originariamente sepolto nella cattedrale antica presso l’altare dei SS. Nicola e Bernardino da lui fondato. Proveniente dall’antica sepoltura è indicato il tondo marmoreo murato sotto la lapide, danneggiato nelle figure, che il Bussa [Eustachio Bressa] ricorda murato nel magazzino d’artiglieria del bastione S. Lorenzo del castello. Per concessione del vescovo Bandi, nel Museo civico sono ora visibili un identico tondo marmoreo – ben conservato – con lo scudo araldico d’elezione del vescovo Botta, recante tre stelle con chiavi e pastorale incrociati, anch’esso proveniente dall’antico sepolcro, nonché un grande tondo di 75 cm di diametro, con II medesimo stemma, recante però le iniziali B. B., ritenute proveniente dal palazzo tortonese di Bergonzo Botta, fratello di Giacomo e familiare del Moro. Si parla poi dell’incontro in Tortona tra il duca Gian Galeazzo e la sposa Isabella d’Aragona, organizzato da Bergonzo, con in appendice il racconto dell’evento secondo Defendente Sacchi e Tristano Calco. Vengono ricordate, infine, le pesanti accuse mosse al vescovo Botta da Lorenzo e Dertonino Opizzoni, già pubblicate nel 1905 da Rodolfo Majocchi.
TORELLI Enrico, Desaix a Marengo, XVIl/1908, pp. 34-46.
Si esaminano i movimenti di Desaix alla battaglia di Marengo, avvalendosi del diario di Boudet e di altre testimonianze. Secondo i rapporti d’epoca, Desaix parte da Pontecurone il 13 giugno alla volta di Serravalle, aggirando la piazza di Tortona attraverso le colline, via Sarezzano. Nel corso del trasferimento, udendo le cannonate, Desaix porta la sua forza oltre Scrivia nei pressi di Rivalta nella mattinata del 14 e dirige su San Giuliano, dove schiera la divisione Boudet per l’attacco e dove trova la morte guidando la 9a brigata leggera, probabilmente nei vigneti 2 km a ovest del paese.
A. Cavagna Sangiuliani, Catalogo della biblioteca Cavagna San Giuliani in Zelada, (ree.), XVIl/1908, p. 48.
Conte L. R. Ghisilieri, Cenni sull’origine di Giovanna d’Arco, (ree.), XVII/1908, p. 49
LUGANO Placido, Paolo do Novi XVJI/1908. pp. 50-51.
Breve notizia hiogra1fica sul doge genovese, tratta da un articolo di Marcello Staglieno.
All’Istituto, XVJI/1908, p. 52-53. Si ricordano i donatori del Museo. e la decisione di ampliare Museo e Biblioteca.
Donazione Carbone, XVII/1908, p. 53.
La famiglia Carbone dona alla Società. Storica la biblioteca di Domenico Carbone.
Donazione Leardi, XVII/1908, pp. 53-54.
La nobildonna Faustina Leardi dona alla Società Storica 1.000 lire per la pubblicazione di un nuovo volume di documenti inediti sulla storia tortonese.
Lettera inedita di Alberto Leardi, XVII/1908, pp. 54-55.
Lettera all’on. Diodato Leardi del 30 maggio 1859, prima dell’assalto garibaldino al castello di Laveno.
Epitafio di Ludovico Brachieri, XVIl/1908, pp. 56-57.
Lapide funeraria mutila, completata grazie a un documento fornito dal conte F. Leardi, riguardante Ludovico Brachieri (+ 9.X.1657), fratello del senatore Giovanni, che nel 1826 era murata nella chiesa di S. Marziano (il cui altare passò a Viguzzolo in seguito alla soppressione napoleonica), dopo la rovina di S. Simone nella guerra del 1642-3 dove era la cappella gentilizia.
Corso di Coltura, XVII/1908. pp. 57-58.
Rendiconto del corso di coltura gennaio-marzo 1908 organizzato dall’avv. Costa e dal geom. Bidone.
Statistiche, XVII/1908, pp. 58-59.
Dati relativi a stato civile, anagrafe, liste elettorali, macello e scuole elementari per il 1907.
Mirabella Giovanni Battista, (necrol.), XVII/I 908, pp. 60-61.
Signanda, XVII/I 908, pp. 60-63.
