23/XXIII/1909

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SANT’AMBROGIO Diego, Cristierna di Danimarca duchessa di Milano e signora di Tortona negli anni dal 1534 al 1590, XXIII/1909, pp. 3-14, 1 c. di tav.

Si tratteggia brevemente la vita di Cristierna di Danimarca, nipote di Carlo V, sposa undicenne di Francesco II Sforza nel 1534 e vedova il Natale del 1535. Nel 1537 viene designata  sposa a Enrico VIII, ragion  per cui nel 1538 Hans Holbein ne dipinge uno splendido ritratto, ma il matrimonio sfuma. Cristierna sposa nel 1542 Francesco duca di Lorena, rimanendone però vedova nel 1545. Ragioni di salute la inducono a trasferirsi a Tortona, dove arriva il 17 giugno 1579. Muore ad Alessandria il 10 dicembre 1590, dopo un periodo di prosperità per Tortona dovuto alla sua presenza che evita alloggiamenti e servitù militari. Si riproduce il ritratto fatto da Holbein, dando notizia dell’acquisto fattone dalla National Gallery di Londra.

LEGÉ Vincenzo, La pieve di Vezzano, XXIII/1909, pp. 15-30.

Dopo una introduzione che illustra la tesi della continuità tra municipi romani e diocesi, e tra pagi e pievi, si richiamano i documenti che citano un arciprete di Vezzano sin dal 1230. Attorno al 1480 la chiesa di Vezzano viene affidata ai Minori dell’Osservanza. Il titolo pievano di S. Maria di Vezzano risulta ancora presente nel 1523 e nel  1541, con  relativo arciprete e rendita di 47 scudi, mentre nel 1576 è unito alla  parrocchiale  di Carezzano che assume le funzioni di capo pieve. Il 18 giugno  1682 i Minori Osservanti vengono sostituiti dai Francescani Riformati, a Vezzano come a Rivanazzano, che vi rimangono fino alle soppressioni napoleoniche. Rovinata la chiesa, della struttura religiosa restano il campanile,  offeso dal fulmine, e il lato meridionale del chiostro ridotto a uso colonico. L’articolo si conclude illustrando una relazione del 1591 riportante abitanti e signori temporali delle parrocchie della pievania: Carezzano, Sant’ Agata, S. Biagio, Spineto, Perleto, Villalvernia, Paderna, Montale Celli, Castellar Ponzano e Carbonara.

ARZANO Aristide, Dov’era il castello di Sparvara, XXIII/1909, pp. 31- 39.

In seguito alla cessione al vescovo di Tortona del Principato di Cambiò in vece delle terre del Vescovato, avvenuta nel 1784, da  Milano  viene richiesta una relazione al marchese pavese Luigi Botta  Adorno  per precisare i diritti dell’ospedale di Pavia su tale feudo. Dalla relazione, redatta da Alessandro Adorno, emerge che nel 1768 è morto senza eredi il conte Paolo Torquato Sparvara, feudatario di Sparvara e Cambiò, lasciando erede universale l’ospedale S. Matteo di Pavia, con diversi obblighi in messe e elemosine; che la titolarità del feudo è su Sparvara, nonostante la distruzione del castello e le erosioni del Po, mentre Cambiò è una semplice dipendenza; che il feudo si estende per circa 1 miglio e un quarto al di qua e la di là del fiume, con 100 fuochi a Cambio, 50 a Sparvara e 20 a Villanova, più i cascinali sparsi; che i diritti sono principalmente dazi, pedaggi e la pesca sul Po dal Tanaro all’Agogna per un valore di ca. 6.000 lire di Milano l’anno.

 

Gabotto, I Municipi romani dell’Italia occidentale alla morte di Teodosio il grande, (rec.). XXIII/I 909, pp. 40-41.

Arnò, Il I 847 in Piemonte. Lettere inedite dirette A Carlo Sineo, (rec;), XXIII/1909, p. 41.

Lugano, S. Anselmo e il monachesimo benedettino della congregazione Beccense, (rec.), XXIII/1909, p. 42.

Lugano, Gentilis Fulginas speculator, (rec.), XXIII/1909, p. 42.

De Polo, Le condizioni dell’allevamento bovino nel circondario di Tortona, (rec.), XXIII/1909, pp. 42-43.

Spicilegium, XXIII/1909, p. 43. Notizie di varia provenienza riguardanti Tortona e il territorio.

Il XII Congresso Storico Subalpino, XXIII/1909, p. 44.

Notizia dell’avvenuto svolgimento del Congresso in Novi Ligure dal 12 al 15 settembre.

 

Al Museo, XXIII/1909, pp. 44-45.

Visita al Museo e alle antichità locali da parte del soprintendente e direttore del R. Museo d’Antichità di Torino prof. Schiaparelli.

 

Perosi, XXIII/1909, p. 45.

Notizia dell’esecuzione della messa funebre cantata, celebrata nella Cappella Sistina per l’anniversario della morte di Leone XIII, giudicata un capolavoro.

 

Restauri, XXIII/I 909, p. 45.

Restaurato l’interno di S. Giacomo e abbellita la parrocchiale di Vho.

 

Doni al Museo, XXIII/1909, pp. 45-46.

Litografie e fotografia di Umberto I donate al museo.

 

Signanda, XXIIl/1909, pp. 46-48.

Maggi don Pietro, (necrol.) XXIII/1909, p. 48.